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BENVENUTI
Siete sul sito di “OLTRE, Nel lento trascorrere del tempo...”, un’iniziativa televisiva e sociale che propone, come principale scopo, la raccolta di fondi per le mense comunali delle maggiori città emiliane. I metodi per partecipare saranno resi noti a breve, ma per saperne di più potete consultare la pagina “solidarietà”, e scoprire in che modo contribuire, con la certezza che non un euro tra quelli raccolti sarà utilizzato per fini diversi da quanto proposto. “OLTRE”, comunque, senza alcun fine di lucro, desidera creare degli spazi di riflessione su temi affrontati in maniera solitamente superficiale: dall’apparenza alla crescita, dall’indifferenza alla realizzazione. E non solo. Il cast artistico predisporrà, in ogni puntata, un varietà-evento ricco di musica, danze e divertimenti. Un modo sano per raccontare il mondo e per riflettere sulle opportunità che ci riserva. |
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OLTRE, CASTING E FACEBOOK
OLTRE è in cerca dei protagonisti delle prossime sei puntate. A tal fine, anzitutto, ha aperto un nuovo gruppo su Facebook a cui potete iscrivervi da subito per partecipare alla nostra trasmissione. Ecco l'indirizzo: clicca qui. Troverete anche gli argomenti delle prime puntate - per le quali ricerchiamo partecipanti - nonché dei varietà, veri e propri spazi aperti alle esibizioni di chi ci contatterà. Iscrivetevi subito. Vi aspettiamo. |
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Gio
30
Apr
2009
FICTION IN PROGRESS...
di Alessandro Papadakis «Se ti fosse accaduto qualcosa, non me lo sarei mai perdonato.» L’auto è esplosa, all’improvviso. Lui e lei sono miracolosamente illesi. Lui, in realtà, ha rischiato di arrivare troppo tardi, diverse complicazioni gli hanno interrotto la strada verso il salvataggio della sua bella. E la bella, dal canto suo, stava per rimetterci la vita in quell’auto. Credeva di andare incontro al suo uomo, invece era vittima di un inganno. Andava incontro alla fine. E pure lui, del resto, si è accorto troppo tardi che la ragazza era in pericolo. Il caso benevolo ha deciso per loro, e lei è scampata al disastro senza un capello fuori posto. “Se ti fosse accaduto qualcosa, non me lo sarei mai perdonato”, dice lui una volta giunto. Sguardi languidi, bacio e/o abbraccio. Ogni volta che incappo in questa riga di dialogo di un film/serie/soap, e alla fine di un’azione concitata e frenetica che, a volte, riesce a catapultarmi nel nucleo dell’azione come se lo vivessi in prima persona, io rabbrividisco. Devo ancora capirne il motivo, forse. Ma credo si tratti di deja-vu, o deja “ecouté”, già sentito insomma. C’è da chiedersi perché certe affermazioni debbano essere periodicamente utilizzate nelle sceneggiature, come se ci fosse un patto redatto e firmato tra chi scrive e una certa tradizione della produzione di fiction. Tanto che tutti ce l’aspettiamo quella frase, arriva puntuale, sempre nello stesso punto. A un passo da una conclusione pur dignitosa dell’azione. Arriva e crea più disastri di quell’auto esplosa. Me lo sono chiesto pure mentre, con i miei compagni di avventura di Oltretv, scrivevo la sceneggiatura della fiction per il programma. C’è sempre qualcuno pronto a salvare qualcun altro. O a provarci, perlomeno. È assodato. E chi scrive, io credo debba provare a salvare anche se stesso, e chi guarda, dall’insidia della previsione, la previsione dello spettatore che conosce già quel che sta per accadere e cosa sta per esser detto. Perché lo ha incontrato decine di altre volte, in decine di diverse occasioni. E che, azzardo, forse non voglia di sentirlo ancora. Allora si tratta di sorprendere. Ma sorprendere a tutti i costi, rischiando anche di sacrificare la chiarezza di quello che si vuol far dire ai propri personaggi? Non per forza. Si tratta di rendere originali certi, a quanto pare imprescindibili, momenti di narrazione. Originalità mi sembra positivo. Farsi capire senza rinunciare ad innovare mi pare ancora più bello. Il pubblico di certo ringrazierà, perché ci si sarà fidati della sua capacità di comprendere quel che ascolta. E di fronte alla prossima donzella in pericolo, sagacemente salvatasi dal solito rogo, esso non sentirà più l’amato pronunciare l’ormai nota frase ad effetto. Magari l’eroe sceglierà di non dire nulla, perché in certe occasioni, spesso, non c’è niente da dire. |
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«Se ti fosse accaduto qualcosa, non me lo sarei mai perdonato.»